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Luci e ombre

Non possiamo scegliere tra luce e ombra. Fanno parte allo stesso modo della nostra vita, senza l'una non esisterebbe l'altra. Ciò che possiamo fare, veramente, è accettare entrambe come parte di un unico meraviglioso momento. Quello del presente, del qui e ora. Ogni singolo respiro. Ogni singolo sguardo. Sia esso di gioia o dolore. Carpe Diem... Da Instagram

Fantasmi

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Credo in parole lasciate sotto al sole Che si diverte nel dare ad ognuna un colore Le prendo poi come fossero un dono Da dare ad un vento che profuma di buono Le mescolo bene, con grande premura Mi serve un canto per questa pianura Uno di quelli a cui spesso penso Eco lontana di tempo perso Ballate nostalgiche di amori perduti Ginocchia sbucciate e denti caduti Giornate di polvere e umidi fossi Di baci sognati e demoni grossi Sento scorrere sul fiume silente Odori e rumori di povera gente Vite nascoste da un velo di nebbia Che bagna le ossa e placa la rabbia C’è sempre un raccolto in cui confidare Chicchi d’uva da poter calpestare Fasci di grano da macinare Sa di fatica questo fango tra le dita Confusa come l’orizzonte mi sembra la vita

La Nebbia

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Nella nebbia ci sono due mondi. Uno che si nasconde, fatto di certezze e di realtà concrete. Uno che si mostra, privo di contorni e colmo di dubbi e smarrimento. Ci hanno educati a considerare questo fenomeno atmosferico un disagio, una calamità. Blocca le nostre frenetiche ed organizzatissime vite. Rallenta programmi, lavori, auto. La realtà del quotidiano, così tangibile e prevedibile, si trasforma in un viaggio senza tempi certi, senza orizzonti e riferimenti. I colori si spengono. Il sole sparisce. L’aria si fa pesante, ricolma di gas di scarico. Gli umori tendono come per osmosi a diventare grigi, depressi. La vita animale e vegetale rallenta quasi fino a sembrare morta. Eppure, a chi sa cogliere un'opportunità anche laddove sembrano non essercene, la nebbia offre un grande privilegio. Privandoci delle nostre sicurezze e abitudini, destabilizzando i nostri sensi, ci mette di fronte ad una scelta. Un muro, di nebbia appunto. Da scalare, aggirare, buttare giù....

L'argine

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Questa è la storia di un argine. Non di un argine qualunque. Dell’argine che veglia un grande fiume. Ci sono molti grandi fiumi al mondo. Alcuni dal nome cacofonico come il Mississippi, altri dal nome regale, come il Nilo, oppure potente ed epico, come il Rio delle Amazzoni, o sacro come il Gange. C’è un fiume, invece, che ha un nome quasi incompiuto. Che sembra stia aspettando di essere completato oppure accompagnato da qualche altra parola: il Po. Ma qui non si raccontano le sue vicende, o perlomeno non ne è il protagonista principale. Al centro di queste poche righe c’è invece l’argine. Ovviamente qualcuno si potrà chiedere cosa avrà mai da raccontare un argine di così importante. Forse nulla. Forse tutto. Siamo nel punto principale del fiume, dove tutta la sua irrequietezza di montagna è già un lontano ricordo. Qui, smessi i panni di una grande madre che nutre e abbraccia i suoi figli, si fa anziano silente, prossimo alla fine del suo cammino. La sua essenza si divide, di ramo...